Perché scrivo ogni mattina?
- Daniela Lumina
- 18 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Esistono vari metodi e spiegazioni, ma ora ti racconto il mio.
Tutto è iniziato leggendo: “La via dell’artista” di Julia Cameron.
Un libro che mi ha consigliato una cara persona che aveva la straordinaria capacità di vedere oltre le apparenze. Questo accadeva più di dieci anni fa, quando ancora io non sapevo bene chi ero e chi volevo essere.
Ora quel libro è tra quelli che tengo a portata di mano e che sfoglio spesso, ma la prima volta che l’ho letto, ricordo che la cosa che più mi aveva colpito, e che avevo iniziato subito a fare, erano le “pagine del mattino”.
Di cosa si tratta? Di scrivere su carta, tre pagine di getto ogni mattino, appena svegli, senza badare alla forma, agli errori, all’ortografia.
Seguendo letteralmente il flusso dei pensieri. L’autrice le definisce una sorta di “drenaggio celebrale” perchè è proprio questa la loro funzione.
Nessuno dovrà vedere le pagine del mattino al di fuori di noi, anzi, dopo averle scritte in realtà non dovremmo andare a rileggerle nemmeno noi.
Uno degli scopi è proprio andare a lavorare sul nostro giudice interiore, quello che ci corregge e ci giudica continuamente.
Per questo non è necessario che debbano avere un senso o un filo logico, ma sono semplicemente uno sfogo, un “buttar fuori” tutto quello che ci passa per la testa senza alcun tipo di freno.
C’è un passaggio del libro che secondo me lo spiega molto bene:

E in effetti è proprio questo il senso: alleggerirsi per iniziare la giornata. In più potremmo accorgerci che, giorno dopo giorno, ci sono delle cose che si ripetono, e proprio attraverso questo sfogo, parola dopo parola, potrebbe arrivare un’intuizione riguardo a quel problema, a quella difficoltà, a quell’ostacolo o potremmo ritrovarci ad affrontarlo senza neanche rendercene conto.
E se ci svegliamo una mattina e non sappiamo di cosa scrivere? Julia Cameron afferma che possiamo scrivere per tre pagine “Non so cosa scrivere” ripetutamente, il senso è proprio andare a lavorare su quella parte di noi che ci giudica continuamente e che nel corso della nostra vita è proprio quella che ci blocca, che ci reprime, facendoci sentire inadeguati, sbagliati, incapaci, ancor prima che ci esponiamo agli occhi degli altri.
Avete in mente quella vocina interiore che dice: “Non sei bravo a fare quello…” “Non sei capace di fare quell’altro…” “Ma chi ti credi di essere…?” “”Ma dove vuoi andare?” e così via? Eccolo, è lui il nostro giudice interiore!
Scrivendo le pagine del mattino con costanza possiamo anche accorgerci che, con il passare del tempo, abbiamo molte più idee e riusciamo ad esprimere meglio noi stessi e ciò che abbiamo dentro.
Julia Cameron consiglia di fare tutto questo con carta e penna, ma io sono dell’idea che si possa fare ovunque, anche a computer o su tablet.
Qualcuno potrebbe dissentire perché scrivendo a mano il cervello è più coinvolto attivando diverse funzioni che, effettivamente, pigiando sui tasti non si attivano, ma personalmente mi viene da suggerirti: piuttosto che niente, scrivi come preferisci. Anche perché sicuramente ha poco senso se lo fate diventare un qualcosa che vi genera stress.
Personalmente le mie pagine del mattino le scrivo a mano, da diversi anni ormai, e categoricamente su un quadernino A5 o agenda Moleskine con copertina morbida nera, tendenzialmente a righe.
C’è chi cambia spesso, e chi, come me ha delle abitudini fisse che lo rassicurano (e su questo potremmo aprire un altro argomento, ma non ora), comunque il senso è che puoi prendere qualsiasi cosa tu voglia, anche un foglio volante.
Scrivo davvero ogni giorno tre pagine?
"Si certo!" Vorrei dirti a questo punto, ma la verità è che non sempre ce la faccio.
Perchè non ho cose da scrivere?
Si, a volte capita, ma è incredibile come, iniziando a scrivere che non ho niente da scrivere, poi lentamente le cose da scrivere arrivano.
(Scusate il gioco di parole, ma qui ci stava).
E attraverso questo ho scoperto anche che, il famoso blocco della “pagina bianca”, in realtà è solo una scusa: basta inziare a scrivere qualsiasi cosa e prima o poi il pensiero fluisce.
La verità è che non sempre c’è così tanto tempo per scrivere (a volte c'è solo per bere a malapena un caffè o un the).
Ma fosse anche solo per una frase, carta e penna le prendo ogni mattina.
Però devo ammettere che più si riesce a scrivere e più si vede la differenza su se stessi.
Sarò sincera, scrivere al mattino non cambia la giornata, ma cambia come ci entri dentro: con meno rumore, più leggera e un pò più di chiarezza.
E giorno dopo giorno quello che davvero cambia è il modo in cui vivi la tua vita.



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